Il presente sostenibile: la New Mobility

Per New Mobility si intende un nuovo modo di concepire gli spostamenti, ma non solo. Al centro di questa filosofia vi è l’attenzione all’uomo, al suo benessere, al suo sviluppo. Parallelamente, un’orecchio teso sulla voce di madre natura aiuta a capire come tornare a una condizione di armonia tra noi ospiti, e il pianeta che ci accoglie.

Possiamo intendere il termine come la naturale contrazione dei temi sostenibilità, sviluppo e benessere. L’aspetto della mobilità assume un ruolo centrale, nelle esigenze di sviluppo e benessere del genere umano. La sostenibilità è il filo conduttore che ci deve ispirare e indirizzare, alla ricerca di soluzioni sempre più efficienti e rispettose del nostro ecosistema.

Il trasporto sostenibile

Per arrivare a una condizione di trasporto sostenibile dobbiamo analizzare la situazione attuale. La fotografia che ne esce è preoccupante: ad oggi, circa il 20% dell’energia prodotta su scala mondiale è destinata ai trasporti.

Quasi la metà di tali risorse vanno ad alimentare gli spostamenti in ambito urbano. Complici le tecnologie ad oggi impiegate in ambito automotive, la qualità dell’aria è scesa sotto i limiti di sicurezza in quasi tutti gli agglomerati urbani presenti sul pianeta. Oltre il 90% della popolazione è costretta a respirare aria non sana, su scala mondiale.

Dato l’enorme peso che il settore trasporti ha in questo computo, è importante mettere a punto un piano di trasporti sostenibile sotto il profilo ambientale ed energetico, dato che quello dell’approvvigionamento è l’altro tema caldo in tal senso.

Le auto elettriche sono la prima risposta che il comparto automotive può fornire, contribuendo in maniera sostanziosa alla causa. La produzione di veicoli a batteria dovrebbe inoltre accompagnare il diffondersi di nuove modalità di fruizione del mezzo. Car sharing e car pooiling, laddove sia possibile metterli in pratica, sono altri elementi su cui fondare una seria politica di sostenibilità del movimento e trasporto su gomma.

Il settore dell’automobile può contribuire in maniera determinante al raggiungimento di obiettivi così importanti, ma ciò non sarebbe comunque sufficiente. Il trasporto pubblico andrebbe ripensato per facilitarne l’utilizzo da parte di tutti quei cittadini che quotidianamente si spostano in auto.

Una rete più capillare di mezzi pubblici, pensati a loro volta per inquinare il meno possibile con l’adozione di tecnologie quali motori elettrici, ibridi o a idrogeno, sarebbe già sufficiente a determinare un drastico calo di emissioni nocive.

Accorciare le distanze tra casa e lavoro dovrebbe avere come conseguenza il facilitare la vita, e gli ultimi spostamenti, agli utenti della strada. Ecco che la New Mobility passerà anche per l’adozione di un considerevole numero di biciclette elettriche e tradizionali.

Questa parte del discorso tocca da vicino le pubbliche amministrazioniioni, che dovrebbero abbracciare questa sensibilità collettiva e investire in reti di bike sharing, chiudendo consistenti zone dei centri urbani al traffico. Favorire la circolazione pedonale e ciclopedonale su larga scala, renderebbe l’aria dei centri urbani più salubre nel giro di pochissimo tempo.

Altro tassello da poter realizzare in tempi relativamente brevi riguarda l’approvvigionamento energetico per i mezzi di trasporto meno energivori. Le colonnine di ricarica per bici e monopattini elettrici possono facilmente essere alimentate da pannelli solari, da installare sulle proprietà immobiliari di cui le amministrazioni locali sono proprietarie.